Afghanistan – Europa

Qualche mese fa, Laboratorio Obiettivo 5 ha avuto il piacere di incontrare Stefania Neglia, giovane studentessa in giurisprudenza e attivista per i diritti delle persone migranti, che ci ha portato una intensa testimonianza dei diritti negati e delle condizioni di vita nei campi profughi dell’isola di Lesbo, in Grecia, dove ha lavorato nel 2020 come assistente legale stagista per un’associazione no-profit che fornisce assistenza legale gratuita per richiedenti asilo (qui il suo intervento). Da questo fortunato incontro è nata una bella amicizia, ricca di corrispondenze sui temi dei diritti umani.

La proposta di Stefania ci è arrivata un paio di settimane fa e ci è parsa subito un’opportunità da non perdere. È andata così, con un messaggio di primo mattino di qualche mercoledì fa:

STEFANIA: Buongiorno cara Cristiana, sono Stefania, l’amica di Emma che è stata a Lesbo J Scrivo perché ho ricevuto una richiesta di aiuto da una famiglia afghana riconosciuta come rifugiata in Grecia, che vorrebbe raggiungere la Germania in aereo, come loro diritto in quanto riconosciutƏ come rifugiatƏ. Si tratta di sette bambini e bambine e i loro genitori. Partiranno questa settimana e chiedono una mano a coprire i costi dell’aereo. Ovviamente l’obiettivo non è coprire tutti i biglietti ma contribuire anche solo parzialmente ad uno, liberamente a seconda delle disponibilità di quanto troviamo. Ho pensato di proporvi la possibilità (sarebbe un regalo anche solo 5 Euro) perché ogni piccola cifra si somma alle altre e nel complesso può aiutarli ad evitare in maniera legale la rotta balcanica e avere ancora i soldi per l’avvocatƏ una volta in Germania. Sentitevi assolutamente libere di non contribuire affatto, ve lo lascio solo come opportunità!  (….) Ad ogni modo spero vada tutto bene, vi mando un abbraccio e ancora l’ammirazione per la vostra forza! (cuore)

CRISTIANA: Buongiorno Stefania, che piacere sentirti J Grazie per darci la possibilità di contribuire concretamente al viaggio di questa famiglia. Giro subito il tuo messaggio al Laboratorio. (…) Grazie e spero che tutto prosegua bene anche per te!

E il messaggio è girato, in una spontanea rete di solidarietà che si è attivata subito senza troppe domande, come si fa con gli amici e le amiche di cui ci si fida. Con nostra stessa sorpresa, la risposta è stata forte e immediata, un esempio concreto di quelle “geografie della responsabilità”, come le ha chiamate la geografa femminista britannica Doreen Massey, che ci impegnano verso “altri” distanti e sconosciuti, perché “il distante è sempre implicato nel nostro qui[1].

Abbiamo quindi voluto accompagnare il contributo economico con un messaggio di vicinanza a questa famiglia, come gesto al tempo stesso umano e politico di solidarietà, di speranza e di ospitalità. Con l’aiuto di Stefania, la lettera è stata tradotta in farsi, la lingua persiana parlata anche in Afghanistan, e consegnata alla famiglia. Ci piace pensarli in viaggio con il nostro messaggio di buon augurio in tasca. Potete leggere qui la lettera nella sua versione italiana, inglese e farsi.

La settimana scorsa Stefania, con un messaggio ornato da un vivace arcobaleno, ci ha annunciato che la cifra raccolta ha superato ogni aspettativa: 1.145 Euro, raggiunti in meno di una settimana!

“Il costo preventivato per singolo biglietto era di 120 Euro – ci dice – quindi ci stiamo dentro perfettamente … avete davvero fatto una cosa pazzesca!”

Il 6 agosto, ci aggiorna con la puntualità e correttezza di sempre. Ci dice che i soldi sono stati consegnati con la lettera, in tutto 1.140 Euro, che 5 Euro sono andati per le commissioni di invio, che ci terrà aggiornatƏ e che appena possibile invierà le ricevute dei costi sostenuti con la donazione. E lo farà, ne siamo sicurƏ, con la puntualità e correttezza di sempre.

Ci siamo emozionatƏ. Quel tipo di emozione inattesa che nasce quando si crea una connessione, un’energia che mette in relazione. Sapere che tante persone si sono mosse per questa famiglia – moltƏ senza conoscere noi, noi senza conoscere loro – ci ha restituito la forza della fiducia e il potere delle relazioni umane, in un momento in cui il distanziamento domina le nostre quotidianità. Le notizie che ci arrivano dall’Afghanistan proprio in questi giorni, rendono questo un dovere civile, prima ancora che un atto di solidarietà.

Proprio mentre stiamo chiudendo questo comunicato, riceviamo un audio di Stefania. La sua voce limpida ci informa che la famiglia è ad Atene, bloccata da un problema di salute, la partenza rimandata di alcune settimane. Ancora di più, i nostri pensieri sono con loro.

Il nostro grazie va a tuttƏ voi che avete contribuito a questo gesto di cura, a Stefania che ce ne ha dato l’opportunità e alla famiglia afghana che con i propri corpi si fa carico dei nostri confini.

[1] Doreen Massey, Geographies of Responsibility, Geografiska Annaler. Series B, Human Geography, 2004, Vol. 86, No. 1, p. 10.

La locandina della serata con Stefania (ideazione e realizzazine di Anna Gusella di Laboratorio Obiettivo 5)
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